È stata presentata lo scorso 31 gennaio, presso il salone d’onore del Municipio, a Cuneo, la mostra fotografica parlante “Nonchiamatemimorbo”, alla presenza di tutti gli attori protagonisti di questo evento: in primis l’Istituto di Istruzione Superiore Sebastiano Grandis di Cuneo, con i docenti e i ragazzi dei diversi indirizzi; poi “La Parkimaca, Associazione Parkinson Cuneo e le sue Valli”, l’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo con i professionisti coinvolti nel progetto, il Comune di Cuneo; in collegamento l’Associazione Italiana Parkinson, Rai per il Sociale. Anche il noto giornalista Beppe Severgnini, nei giorni scorsi, ha preannunciato la tappa di Cuneo di quella che è molto più di una mostra. Come ha detto Giovanni Parapini della Rai, «è alleanza, connessione per portare positività e formare uno spirito nuovo nelle giovani generazioni, sottolineando l’importanza di famiglia, scuola, associazioni».
«È stata un’impresa speciale», ha sottolineato Milva Rinaudo, dirigente dell’Istituto Superiore Sebastiano Grandis, ringraziando il gruppo dei docenti coordinati da Giusy Sculli e dei ragazzi che hanno collaborato per la riuscita dell’iniziativa; «un’iniziativa in cui ognuno ha messo in campo le proprie capacità e specificità. Spero che questa opera sia visibile anche al di fuori del nostro “perimetro”. Il nostro istituto conta 1.200 allievi, distribuiti su cinque corsi, che si sono collegati e hanno lavorato insieme sulla base di un sentire comune».
Anche perché si sente l’esigenza di ricominciare a parlare di altre malattie, dopo due anni di Covid e «crescere insieme nella conoscenza», come ha detto il vicesindaco di Cuneo Patrizia Manassero; conoscenza da accrescere soprattutto «sul tema delle malattie neurologiche la cui crescita è strettamente correlata al progresso della società», come ha evidenziato Giangi Milesi, presidente di Parkinson Italia. Risulta quindi fondamentale la diagnosi precoce. Allora è utile informare il grande pubblico di fronte a una malattia spesso sottostimata, per riconoscerne i sintomi. La mostra offre emozioni, con immagini, testi, video e un giusto grado di autoironia.
L’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle offrirà un contributo importante, nel corso di incontri riservati ai ragazzi e al grande pubblico.
«A questo progetto abbiamo aderito con entusiasmo», ha ricordato Antonella Ligato della Direzione Sanitaria di Presidio del Santa Croce, anche a nome della Direzione Generale, «perché rientra nei nostri obiettivi di umanizzazione ed “empowerment”. È un bell’esempio di medicina narrativa, contribuisce ad aumentare la conoscenza della malattia».
Elena Torre, neurologa, rappresenta la Struttura diretta da Attilio Gagliano. Le sue parole: «Il rapporto con le associazioni delle persone colpite da questa malattia è anche un ritorno al territorio e ci consente di porre maggiore attenzione sulla malattia in forma divulgativa. Collaboriamo con la scuola per aumentare l’interesse verso le professioni sanitarie e lo sviluppo della prevenzione. Incontreremo i ragazzi e la popolazione adulta per commentare le storie dei malati».
Riccardo Schiffer, responsabile della struttura Recupero e Riabilitazione Funzionale, ha ricordato la funzione dell’ambulatorio multidisciplinare che segue i disturbi del movimento, attivo da 25 anni al Santa Croce. Poi sottolinea il contributo dei ragazzi che rappresentano “la bellezza” nel mondo d’oggi.
“Nonchiamatemimorbo” è una campagna sociale educativa sulla malattia di Parkinson, organizzata dalla Confederazione Parkinson Italia con gli obiettivi di: accrescere la conoscenza, consapevolezza sulla malattia; sottolineare l’importanza di una diagnosi precoce; garantire una corretta informazione sui percorsi di cura; favorire l’“empowerment”; promuovere la qualità di vita nel percorso di malattia.
La mostra fotografica parlante, le foto-storie e le videointerviste, oltre a essere un esempio di medicina narrativa applicata, facilitano il raggiungimento degli obiettivi di salute citati prima. L’allestimento, predisposto presso Palazzo Samone e curato gratuitamente dall’architetto Franco Achilli, prevede oltre 20 pannelli che raccontano storie di persone con il Parkinson, tra cui il giornalista Vincenzo Mollica e lo scienziato Edoardo Boncinelli, immortalate dall’obiettivo discreto di Giovanni Diffidenti.
Il racconto di “Mr. o Mrs. Parkinson”, interpretati da Lella Costa e Claudio Bisio che, con le loro inconfondibili voci, danno vita a una narrazione in cui è la malattia in prima persona che guida il visitatore alla scoperta della vita dei protagonisti degli scatti, dai momenti difficili alle personali strategie di resilienza che ognuno di loro ha saputo applicare nella propria quotidianità.
«Abbiamo scelto di condividere queste storie di straordinaria normalità per dimostrare che è possibile convivere con il Parkinson, continuando a fare ciò che si ama», sottolinea Giangi Milesi, presidente di Parkinson Italia, «Si tratta di una malattia che, come altre, vive di molti luoghi comuni e c’è un solo modo per combattere le “etichette” e l’ignoranza: informare attraverso le storie raccontate, anche con un po’ di ironia e leggerezza». L’ironia presente nelle storie favorisce certamente la riflessione e l’acquisizione di conoscenza.
La tappa a Cuneo è promossa dall’Istituto di Istruzione Superiore Sebastiano Grandis di Cuneo e dalla Confederazione Parkinson Italia, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo e “La Parkimaca Associazione Parkinson Cuneo e le sue Valli”, con il contributo del Comune di Cuneo e Informatica System, con il patrocinio di Provincia di Cuneo, Regione Piemonte, Lilt Lega Tumori-Sezione di Cuneo, Fondazione Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle Cuneo Onlus.
La mostra resterà visitabile fino al 20 febbraio, nei seguenti orari: venerdì dalle 15 alle 18, sabato e domenica dalle 10 alle 19. Gruppi e scolaresche potranno recarsi in visita il giovedì e il venerdì dalle 9 alle 12.
L’ingresso è gratuito, ma è necessario prenotarsi attraverso il portale Internet dedicato www.nonchiamatemimorbo.info.