In qualità di “sito specifico UNESCO”, l’Enoteca Regionale Piemontese Cavour è impegnata nel dare contenuti e tenere viva l’attenzione sul riconoscimento che il 22 giugno 2014 ha inserito i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato tra i patrimoni dell’Umanità tutelati dall’UNESCO.
Tra le varie iniziative, spicca l’Omaggio: “Langhe-Roero e Monferrato: Onde di bellezza e geometrie coltive nei paesaggi e nei paesi del vino”, giunto alla 9ª edizione e d andato in scena oggi domenica 7 aprile alle 10,30 al Castello di Grinzane Cavour, sede dell’Enoteca Regionale Piemontese Cavour.
L’Omaggio“Langhe-Roero e Monferrato: Onde di bellezza e geometrie coltive nei paesaggi e nei paesi del vino” vuole valorizzare il lavoro e gli artefici che stanno dietro alla bellezza viticola riconosciuta patrimonio dell’Umanità. Anche per stimolare fra i viticoltori il positivo sentimento dell’emulazione, utile per rafforzare la tensione verso il rispetto del paesaggio e verso il bello.
In quest’ottica:
vengono premiati i versanti collinari e non i singoli vigneti, per dare l’idea di una bellezza costruita dal lavoro di più vignaioli;
vengono premiati anche i Sindaci dei rispettivi Comuni: per sensibilizzare gli Amministratori locali sui temi della tutela del paesaggio;
vengono premiati i versanti collinari di Langhe-Roero e Monferrato indicati dai rispettivi Consorzi di Tutela.Nella sua sezione internazionale, l’Omaggio rende onore ai paesaggi del vino più belli o significativi del mondo.
E, insieme con i viticoltori, omaggia le rispettive Amministrazioni comunali, per dare l’idea che il paesaggio agrario è una bellezza condivisa, frutto delle cure di più mani.
La 1ª edizione dell’Omaggio (2014) è stata dedicata a tutti i viticoltori di Langhe-Roero e Monferrato per sottolineare che il riconoscimento UNESCO ha premiato una bellezza e una civiltà costruite nei secoli da generazioni e generazioni di viticoltori e contadini.
La 2ª edizione (2015) ha voluto ancora insistere sui valori della civiltà vitivinicola di Langhe-Roero e Monferrato, andando a omaggiare i paesaggi e i paesi viticoli argentini di Mendoza, costruiti dai nostri antenati emigrati laggiù tra fine Ottocento e inizio Novecento.
La 3ª edizione (2016) si è aperta al confronto con una delle più mature e prestigiose realtà vitivinicole del mondo: la Borgogna, anch’essa patrimonio UNESCO con i suoi Climats.
La 4ª edizione (2017) ha avuto ospite il paesaggio viticolo UNESCO del Tòkaj ungherese, un territorio di grandi tradizioni storiche, di recente rinato all’ambizione e alla qualità dopo gli anni bui della massificante dominazione sovietica.
La 5ª edizione (2018) ha reso omaggio alla Georgia, culla della viticoltura e della civiltà del vino in anfora (Qvevri), patrimonio culturale UNESCO dal novembre 2013.
La 6ª edizione (2019) ha resoomaggio ai paesaggi e alla civiltà del vino della Mosella e del Pfalz.
La 7ª edizione (2022), dopo lo stop legato alla pandemia da Covid-19,ha reso omaggio al Collio, stupenda regione viticola a cavallo del confine italiano e sloveno, ricca di borghi medioevali e dolci colline verdeggianti di vigneti, che producono ottimi vini.
L’8ª edizione (2023) ha resoomaggio ai paesaggi viticoli e ai vini della Repubblica Slovacca. Una realtà viticola geograficamente e storicamente legata al Tokaj ungherese, quindi dal passato “imperiale”, oggi in esuberante crescita anche in ragione dei cambiamenti climatici in atto.
Questa 9ª edizione, inserita nell’ambito degli eventi che aprono i festeggiamenti del decimo compleanno del riconoscimento UNESCO dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e organizzata in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Etna Doc, rende omaggio ai paesaggi viticoli dell’Etna, realtà unicache dal 2013 vede il Monte Etna patrimonio mondiale dell’Umanità.
In questo luogo unico, nel corso del tempo l’azione dell’uomo ha tenacemente sovrapposto alpaesaggio lavico un paesaggio agricolotra i piùricchi dell’isola,dove l’arte di coltivare e lavorare la vite ha origini e usanze antiche: nella “Storia dei vini d’Italia” pubblicata nel 1596, venivano ricordati i vini prodotti sui colli che circondano Catania,la cui bontà veniva attribuita alle ceneri del vulcano.
Oggi, a rendere davvero grandi questi vini concorrono alcuni fattorispecifici: i terreni di origine vulcanica, a volte ciottolosi e ghiaiosi, a volte sabbiosi o meglio cinerei, l’età delle viti e le grandi escursioni termiche, che arrivano anche a 25/30 gradi tra il giorno e la notte.
L’evento è inoltre caratterizzato dalla presenza dei banchi di assaggio dei produttori aderenti al progetto “Filiera corta nel Castello UNESCO”, con degustazioni in abbinamento ai prestigiosi vini etnei, finalizzato a incentivare lo sviluppo di filiere corte nei mercati locali, promosso della Regione Piemonte e dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale,attraverso l’operazione 16.4.1 del PSR.
Per onorare questo prestigioso omaggio alla Sicilia, lo chef Alessandro Mecca dell’omonimo ristorante “Al Castello di Grinzane Cavour” e lo chef catanese Fabio Ingallinera, una stella Michelin, del ristorante “Il Nazionale” di Vernante, hanno organizzato ieri, sabato 6 aprile al Castello di Grinzane Cavour, in collaborazione con l’Enoteca Regionale, una cena a quatto mani, unendo idealmente Piemonte e Sicilia.
Oggi, domenica 7 aprile, è stato consegnato un doveroso riconoscimento, per questa 9ª edizione, ai viticoltori e alle Amministrazioni comunali che insieme curano i più bei versanti collinari viticoli del Barolo (Mosconi di Monforte d’Alba), del Barbaresco (Asili di Barbaresco), del Roero (Bric del Medic di Montà),del Dolcetto di Diano d’Alba (Sorì del Ricchino di Diano d’Alba), del Moscato d’Asti (Comune di Loazzolo),del Nizza (Comune di Agliano Terme), della Barbera d’Asti (Comune di Castagnole delle Lanze), del Ruchè di Castagnole Monferrato (Comune di Montemagno Monferrato), dell’Alta Langa (Comune di Castel Rocchero) e del Timorasso (Strada della Guardia di BrignanoFrascata e Casasco).
Una particolare riconoscimento è stato anche dedicato ai lavoratori stranieri che da anni operano sulle nostre colline. È stata inoltre premiatata Sonja Milenova, per l’importante l’esempio di buona integrazione e senso etico del dovere. Premiati anche i” patriarchi del lavoro in vigna” dei vari territori viticoli.
«Con entusiasmo abbiamo organizzato questo importante evento che dà inizio ai festeggiamenti del decimo anniversario del riconoscimento a Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’UNESCO dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato –commenta Roberto Bodrito, presidente dell’Enoteca Regionale Piemontese Cavour –. Da nove anni, insieme ai sindaci della Città di Alba, Carlo Bo, e del Comune di Grinzane Cavour, Gianfranco Garau, siamo felici che la manifestazione continui a riscuotere un crescente successo e contribuisca a incentivare gli agricoltori a lavorare con dedizione e curai nostri preziosi vigneti».